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I MIRACOLI E
LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI ROLANDO RIVI
PROTESTIAMO,
CHE SI INTENDE SOLAMENTE PRESENTARE LA STORIA DI ROLANDO
RIVI, UN RAGAZZO ESEMPLARE, UN ASPIRANTE AL SACERDOZIO, UN
MARTIRE CONVINTO DELLA SUA SCELTA DI VITA, SENZA ANTICIPARE
NULLA DEL GIUDIZIO DELLA CHIESA E CONFORMANDOCI AL DECRETO
DI PAPA URBANO VIII.
James... da
Londra
A Londra, in
Inghilterra, il giovane Michael Hutchings, letto l'articolo
sull'Osservatore Romano e la biografia, si rivolse al
parroco di San Valentino, P. Giovanni Battista Colusso, per
chiedere di mandargli un'immagine e una reliquia di Rolando
per un bambino di tre anni, James Blacknell, figlio di suoi
amici anglicani, malato di leucemia e ormai inguaribile, e
di pregare per la guarigione di questo bambino, per
l'intercessione di Rolando.
La reliquia,
una piccolissima ciocca di capelli, tenuta in serbo dal
giorno della sua riesumazione, venne messa sotto il
guanciale del piccolo malato... Si pregò per lui, invocando
l'intercessione di Rolando.
Il 13 aprile 2001, venerdì santo e 56° anniversario della
morte di Rolando, P. Colusso, mostrando dal pulpito il fax
giuntogli da Londra, diede notizia della guarigione del
piccolo James: "È completamente guarito in modo che i medici
giudicano sorprendente e inspiegabile".
La notizia
trapelò sui giornali e divenne di dominio, si può dire,
mondiale. Ne scrissero: la rivista Gente il 31 maggio 2001
("Questo bimbo è risuscitato" a cura di Luigi Bellotti);
Famiglia Cristiana il 17 giugno 2001 ("In memoria di un
seminarista" di Simonetta Pagnotti); II Giornale il 13
aprile 2002 ("Quando Dio in persona rompe la cortina di
ferro", stupendo articolo di Antonio Socci); ancora Gente il
9 maggio 2002 ("Ha dato la vita per Gesù" di Andrea
Tornelli), e ancora l'Osservatore Romano il 16 gennaio 2004.
Non si possono contare gli articoli al riguardo, sulle
pubblicazioni locali dell'Emilia e del centro-Italia, nonché
le riviste e i bollettini dei santuari che hanno scritto di
Rolando.
Dall'annuncio
della guarigione del piccolo James, la parrocchia di San
Valentino è stata invasa dalle lettere provenienti
dall'Italia e dall'estero, da parte di un numero
impressionante di persone che chiedono preghiere, per
l'intercessione di Rolando, che annunciano grazie,
guarigioni e celesti favori ottenuti da Dio, si ritiene, per
mezzo di lui. Abbiamo avuto tra le mani le più significative
di queste lettere.
Da Curitiba,
in Brasile, una giovane donna, Giovanna Gongalvez Garcez
Castellano, conosciuta la storia di Rolando, nell'autunno
del 2001 si rivolge al parroco di San Valentino per chiedere
preghiere al fine di ottenere la guarigione da un male
incurabile, cancro ai polmoni.
P. Colusso, a
Natale, legge in chiesa alla Messa di mezzanotte la lettera
di Giovanna, quindi le risponde per comunicarle che a San
Valentino si prega per lei. Il 5 aprile 2002, Giovanna
comunica a P. Colusso:"Dopo tutte le batterie di esami ai
quali mi sono sottoposta, ecco la notizia più attesa: grazia
ricevuta! Negli esami, non appare nulla che possa far
sospettare segni di malattia". Precisa: "Tutte le volte che
mi sottoporrò a nuovi esami, manderò notizie agli amici che
ho acquistato e che ho imparato ad amare anche senza
conoscere quella lontana terra di Castellarano".
Maria B. di
Ravenna, nell'aprile 2002 scrive a P. Colusso che era stata
colpita da tumore alla parotide destra e che era
indispensabile un rischioso intervento chirurgico. Ha letto
anch'ella un articolo su Rolando: "II giorno dell'intervento
- dice - tutti hanno pregato Rolandino, affinchè si
prendesse cura di me. L'intervento si è protratto, il male
era profondo, ma tutto si è risolto per il meglio".
Dopo l'intervento, "la guarita" dice di aver letto
l'articolo di A. Socci su Il Giornale ed è lieta di sapere
che "si vuole lavorare per portare Rolando Rivi agli onori
degli altari".
"Rolando,
ricordati di noi"
Sono tre
"guarigioni" che hanno diffuso la fama di santità di Rolando
dall'Italia all'Inghilterra al Brasile. La fiducia della sua
intercessione presso Dio è grandissima.
Un diacono di
Modena, Marcello G. il 5 maggio 2001 scrive per chiedere
l'aiuto di Rolando per un giovane sacerdote molto malato:
"Guardandolo negli occhi, mi sono chiesto: Non può questo
nostro fratello aggiungere alla sua corona di santità e di
martirio questo miracolo?".
Un missionario, da 26 anni in Brasile, P. Gabriele, il 18
giugno 2001 scrive: "Rolando mi ha affascinato,
appassionato, commosso, perché da 16 anni accompagno
adolescenti e giovani seminaristi nella mia diocesi. Chiedo
di poter leggere il libro scritto dal prof. Risso e di avere
una reliquia. Intendo proporlo come modello ai miei
allievi".
Luigia da
Varese, malata di forma tumorale maligna alle ghiandole
linfatiche, il 25 giugno 2001, dicendosi profondamente
credente, chiede una reliquia e una preghiera per la sua
guarigione e per l'aiuto alla mamma ultranovantenne.
Un avvocato,
Mario L. da Pescara, l'11 ottobre 2001 scrive con
semplicità: "La ringrazio con profonda commozione del
meraviglioso regalo che mi ha fatto (la biografia di
Rolando). E ho provato ineffabile commozione nel leggere la
sua vita. Io prego quotidianamente affinché il giovanetto
martire - che si unisce ai tanti giovani martiri della
nostra fede - sia presto elevato alla gloria degli altari".
Giovanna, da
Castelnuovo Monti (Reggio Emilia) invoca l'aiuto di Rolando
per la guarigione di un nipote, sposato e padre di famiglia
diventato cieco: "Preghiamo insieme il giovane Rivi di
volgere il suo sguardo su di lui perché sfiori i suoi occhi
e gli regali questo miracolo. Verrò a pregare sulla sua
tomba!" (aprile 2002).
Alvaro di S.
Giovanni Valdarno, l'11 maggio 2002 vuole porre un ricordo
di Rolando accanto a una donna della sua parrocchia, molto
malata e ormai al termine, affinché ripeta il miracolo del
bambino di Londra.
Ci sono altre persone che si rivolgono a Rolando per
chiedergli un altro genere di aiuto: la soluzione di
situazioni angosciose e, ciò che più conta, per amare di più
il Signore e compiere fino in fondo la sua volontà.
Luciana,
moglie di un dottore di Bologna, scrive: "Mi ha commosso la
sua storia e mi sono affezionata a questo giovane martire
che la Chiesa - spero - indicherà presto come beato". Chiede
un'immagine e la biografia e conclude: "Desidero farlo
conoscere: Gesù non si stanca mai di inviarci i suoi segni.
Sta a noi capirli' (aprile 2002).
Monica, da
Terralba (Or) il 4 giugno 2001 chiede l'aiuto di Rolando per
gli studi suoi e di amici cari.
Una mamma,
Laura, da Milano, il 22 maggio 2001 dice: "Rivolgo il mio
pensiero e la mia preghiera di giorno e di notte al giovane
Rolando, perché interceda per la mia Beatrice e per tutta la
mia famiglia presso il Padre".
Un'altra mamma, da Taranto, che ha avuto la bambina malata
di leucemia, chiede l'assistenza di Rolando per la figlia e
afferma: "Questo giovane martire ha attirato subito il mio
interesse. Mi sembra quasi che sia come un figlio al quale
una mamma possa strappare qualche grazia presso Dio. Spero
che possa salire presto alla gloria degli altari tra tutti i
santi". (30 maggio 2001).
Da Bologna,
Luisa confida: "Dopo 50 anni di matrimonio si viveva una
vecchiaia abbastanza normale. Per un vuoto finanziario di
mio figlio abbiamo perso la nostra casa. Il matrimonio di
mio figlio traballa. Da Rolando attendiamo un miracolo per
la soluzione dei nostri problemi". (31 maggio 2001).
Una donna di
Lentini ha il marito molto malato e una figlia trentenne che
convive con un divorziato, ed è disperata per la sua
situazione. "Ho letto del miracolo compiuto da Rolando a
Londra. Ho sentito uno spiraglio aprirsi nel mio cuore e
spero che venga in aiuto anche a me" (1 giugno 2001).
Evel, da
Formia, il 2 maggio 2002 chiede il libro di Rolando e una
sua foto: "Desidero che Gesù, per la sua intercessione, mi
insegni a pregarlo meglio per amarlo di più".
Giuliana, da
Genova, il 1 maggio 2002 scrive: "Ho pregato Rolando per
un'operazione al cuore di mia sorella che si presentava
abbastanza grave. È riuscita a superarla e ora sta
abbastanza bene. Ringrazio il caro seminarista e torno a
pregarlo per la mia situazione disperata. Mio figlio è
separato dalla moglie, è disoccupato e senza risorse
economiche. Io ho solo la pensione sociale. Affido alla
preghiera di Rolando tutti i miei desideri".
Katia, da
Torino, il 16 giugno 2002 confida di "essere vissuta 20 anni
senza Sacramenti e di avere un figlio dell'età di Rolando al
quale non ha insegnato i valori cristiani". Pensa che nella
Chiesa non ci sia più posto per una come lei, ma "si rivolge
a Rolando dopo aver letto la sua biografia e attende l'aiuto
di Dio per mezzo suo".
Infine,
un'insegnante in pensione, Vittoria, da Faenza, scrive di
essere la figlia di un martire - il suo papà le è stato
ammazzato in casa quando ella aveva solo cinque anni - e sa
cosa significa una tragedia come quella di Rolando: vuole
soltanto una sua immaginetta che abbia toccato la sua tomba,
sicura che lui l'aiuterà nella vita.
Uno studente
universitario di 23 anni, Alessandro, di Bagnacavallo
(Ravenna) confida: "Ho pianto di commozione a leggere
l'articolo sull'Osservatore Romano del 13 aprile 2000. Era
solo un bambino che nessuna colpa aveva se non quella di
essere un seminarista. Chiedo un immaginetta di Rolando e
una preghiera per le mie intenzioni".
"Celeste
paladino"
Un medico
malato, già compagno di Rolando in seminario di Marola,
scrive al parroco di San Valentino il 5 maggio 2001:
"Lo ricordo
bene, anche perché sapevo della sua morte tragica. La
medicina per me non può nulla, ma ho tanta fiducia in questo
pretino". Quindici giorni dopo, il 20 maggio 2001, è tornato
a scrivere, chiedendo la sua guarigione e inviando a San
Valentino una lunga poesia-preghiera da cui scegliamo le
strofe più belle:
Tu che portavi
la divisa nera come l'alfiere sull'usbergo porta con
fierezza l'arme del suo Signore, sii benedetto, caro
adolescente, che per aver difeso la tua Chiesa salisti
l'aspro monte del martirio.
Non ministro, ma agnello sull'altare:
salisti come immacolato agnello,
a rinnovare il Sacrifiio,
quasi alter Chirstus.
Non era memoriale,
ma la renovatio
della sua Passione.
Ricordati di noi. Per noi prega.
Ai peccator servono davvero
i segni luminosi
dell'amore di Cristo.
Non c'è cuore che regga
a quella vampa,
non c'è mente che chiuda
i suoi sentieri all'impetuosa onda della mano del Padre.
Per noi prega, Rolando, celeste paladino alla corte d'Iddio.
E innalza le tue preci all'alto Soglio, là dove pasci tue
ridenti pupille nella gloria eterna dell'Agnello che nei
secoli vive e regna.
Ecco, così lo
vede il popolo cristiano, la gente che ha bisogno di Dio
nell'ora del dolore, senza voler anticipare nulla di un
eventuale giudizio della Chiesa su di lui, senza tributargli
alcun culto, ma cercandolo soltanto come amico e aiuto
presso Dio, ragazzo dalla chiara identità cristiana, nel suo
cammino verso il sacerdozio, esempio di vita per gli adulti
e per i giovani, conforto nel dolore.
Nella
confusione di oggi, quando spesso non si capisce più dove
sta la verità e dove l'errore, qualcuno, guardando alla sua
divisa nera, segno di dedizione a Cristo, lo vede come
paladino della Fede, alla corte di Dio, più che il suo
omonimo Rolando alla corte di re Carlo Magno!
Toccati dentro dal "bel pretino nero" diventato "agnello
immacolato del Sacrificio di Gesù", quando non si vuol più
saperne del sacrificio, in molti facciamo salire a lui la
supplica a restar con noi e a farci da guida sulla via che
conduce alla vera Vita: "Resta con noi, Rolando". |