 |
 |
|
Don
SPERINDIO BOLOGNESI, parroco di Nismozza (Reggio
Emilia), ucciso da partigiani comunisti il 25 ottobre
1944. |
Don
CRISOSTOMO CERAGIOLO, o.f. m., cappellano militare
decorato al v.m., prelevato il 19 maggio 1944 da
partigiani comunisti nel Convento di Montefollonico e
trovato cadavere in una buca con le mani legate dietro
la schiena. |
 |
 |
|
Don
ALDEMIRO CORSI, parroco di Grassano (Reggio E.), ucciso
da partigiani comunisti la notte del 22 ottobre 1944
nella sua canonica. |
Don
SIGISMONDO DAMIANI, o.f.m., ex cappellano militare,
ucciso da comunisti slavi a San Genesio di Macerata l'11
marzo 1944. |
 |
 |
|
Don
EDMONDO DE AMICIS, cappellano, pluridecorato della prima
guerra mondiale, ucciso il 26 aprile 1945 da partigiani
comunisti. Spirò dopo 48 ore di agonia. |
Don
GIUSEPPE JEMMI, cappellano di Felina (Reggio Emilia),
ucciso il 19 aprile 1945 perché aveva deplorato gli
"eccessi inumani di quanti disonoravano il
movimento partigiano". |
 |
 |
|
Don LUIGI
MANFREDI, parroco di Budrio (Reggio Emilia), ucciso il
14 dicembre 1944 perché aveva deplorato gli "eccessi
partigiani". |
Don DANTE
MATTIOLI, parroco di Coruzzo (Reggio Emilia), prelevato
la notte del 1° aprile 1945 e scomparso per sempre. |
 |
 |
|
Don ADOLFO
NANNINI, parroco di Cercina (Firenze), ucciso il 30
maggio 1944 da partigiani comunisti. |
Don
ANTONIO PADOAN, parroco di Castel Vittorio (Imperia),
ucciso da partigiani l'8 maggio 1944 con un colpo di
pistola in bocca ed uno al cuore. |
 |
 |
|
Don
UMBERTO PESSINA, parroco di San Martino di Correggio,
ucciso il 18 giugno 1946 da partigiani comunisti. |
San
Martino di Correggio (Reggio Emilia), 18 giugno
1946. La salma di Don Pessina. Don Pessima fu iol
diaciassettesimo ed ultimo sacerdote emiliano
assassinato nel dopoguerra dai comunisti. Come
mandante del delitto fu identificato e condannato il
sindaco comunista di Correggio, Germano Nicolini. |
 |
 |
|
Don TULLIO
CALCAGNO, direttore di Crociata Italica, fucilato dai
partigiani comunisti a Milano il 29 aprile 1945. |
Milano. Questa terribile immagine mostra la salma di
Don Tullio Calcagno (a destra) il sacerdote
fondatore del giornale "Crociata Italiaca", fucilato
in piazzale Susa nel pomeriggio del 29 aprile 1945
con un altro fascista: il sacerdote ucciso indossava
ancora l'abito talare. Don Calcagno fu l'unico
sacerdote che durante la RSI venne scomunicato per
aver tentato lo scisma della "Chiesa nazionale",
mettendo in crisi l'unità del mondo cattolico.
Tuttavia, vi fu qualcuno che affermò che Don
Calcagno prima di morire si riappacificò con la
Chiesa di Roma. |