|
Il trasporto
di Rolando per Gesù
Rolando sentì
subito che la maestra, durante le lezioni, parlava spesso di
Gesù, come dell'Unico della vita. Tutti i giorni, prima di
iniziare la scuola, la vedeva uscire di chiesa dove aveva
partecipato alla Messa e si era accostata alla Comunione. La
maestra invitava i suoi scolari a far visita a Gesù, vivo
nel tabernacolo, e ad imparare a servire la Messa. Rolando
rimaneva affascinato dalle sue parole, tanto più che quell'anno
si stava preparando alla prima Comunione.
A Natale aveva
già appreso le poesie più belle e ricordava i discorsi che
il parroco teneva alla novena e alla Messa festiva. Davanti
al presepio - che bellezza! - recitava le poesie e perfino
qualche pezzo delle prediche del parroco, incantando tutti
quelli che lo ascoltavano, con quel suo tono da predicatore,
dalla parola sciolta e sicura. Un giorno, sempre nel periodo
natalizio, lo videro presentare un sacchetto a Gesù Bambino,
nel presepio, e recitare ad alta voce:
«Questi sono i
miei peccati, sono cento, li ho contati. Ma ti prometto, o
buon Gesù, che un altr'anno ti porterò un sacchetto di
virtù!».
Si preparava a
ricevere la prima Comunione. Alla maestra, che narrava la
storia sacra, chiedeva: "Ci parli ancora di Gesù...".
Durante il catechismo tenuto dal parroco, che usava il testo
di San Pio X, con domande e risposte semplici e precise, non
si lasciava sfuggire una sola parola: era Dio che penetrava
in lui, lo affascinava, lo cambiava.
In parrocchia,
Rolando trovava come catechista, oltre alla sua buona
maestra Clotilde Selmi, anche Antonietta Maffei, fragile di
salute, delegata dei Fanciulli Cattolici per la cui
formazione si adoperava con un impegno assiduo e tanto
amore, preparandosi con scrupolo alle adunanze settimanali e
a spiegare il catechismo animata da una diuturna confidente
amicizia con il Signore.
Innanzitutto
per l'opera del suo parroco, quindi di queste due luminose
creature, Rolando cresceva nella fede e nell'amore al
Signore. A casa studiava il catechismo, con vera passione,
lieto di conoscere Dio e la sua opera, facendosi interrogare
dalla mamma o dalla nonna, per verificare se era preparato.
Insieme al
Vangelo, il Catechismo di S. Pio X sarà sempre il suo libro
prediletto che gli trasmetteva non solo una lezione, ma una
Persona viva, Gesù, sul quale fondare la sua esistenza.
A maggio, il
parroco gli disse che lo ammetteva a ricevere l'Eucaristia
subito a giugno, tra quei ragazzi che si erano preparati
meglio e più in fretta. Rolando provò una grande gioia.
Davanti al Tabernacolo, ora pregava: "Vieni, Gesù, vieni
anche da me". Ai genitori e alla nonna promise: "Adesso sarò
buono, come voi desiderate, come Gesù vuole".
 |
|
Il
piccolo Rolando |
Il 16 giugno
1938, festa del Corpus Domini, sette anni appena, Rolando
ricevette per la prima volta Gesù nella Comunione: ora
davvero Gesù era diventato il suo Amico, e gli promise che
lo avrebbe amato per sempre.
Al pomeriggio, Rolando, con la sua bell'anima di fanciullo
abitata da Gesù vivo, prese parte con gli altri bambini
della Prima Comunione, alla solenne processione eucaristica
per le strade di S. Valentino, tra le case addobbate a festa
per onorare con l'adorazione e la preghiera il Re dei re,
portato nell'Ostensorio più prezioso dal parroco don
Marzocchini.
Quella sera
tornò a casa davvero con il cuore pieno di gioia. Quello sì,
era stato un grande giorno per la sua vita.
E da quel giorno i familiari notarono in lui l'inizio di una
trasformazione: sempre vivace il suo carattere; ma riusciva
a dominarsi. Godeva a stare con don Olinto e a servirgli la
Messa. Dal papa apprendeva le lodi più belle da cantare in
chiesa. Teneva un comportamento più corretto con i compagni
di giochi.
La sua gioia
più grande era quando, preparato dai genitori e dal parroco,
poteva accostarsi alla confessione e alla Comunione. Don
Olinto, nella confessione frequente, cui invitava i ragazzi,
e negli incontri, lo guidava a vivere l'amicizia con Gesù,
"in grazia di Dio" e di avere confidenza filiale nella
Madonna. Dal canto suo, la maestra Clotilde lo aiutava a
crescere con una vera mentalità di fede, presentando Gesù
come Maestro e Salvatore, l'unico che può rendere bella,
grande, felice e santa la vita. Da piccolo birichino,
Rolando cominciava a diventare "un altro" nella novità di
vita del battesimo.
Quando, durante l'estate del 1939, bagliori di fuoco
minacciavano l'Europa da vicino, Papa Pio XII, eletto al
pontificato il 2 marzo, invitò a pregare per la pace tutti i
cristiani: "Preghino - disse - soprattutto i bambini".
In casa Rivi,
la nonna Anna, intonando il Rosario sul far della sera,
soleva dire. "Preghiamo la Madonna affinchè ci salvi da
un'altra guerra".
Rolando si faceva pensoso e si raccoglieva in preghiera.
Ora, la nonna diceva ai suoi. "Guardate com'è cambiato
Rolando!". Aveva un sogno dentro di sé, la santa donna: "Non
sarà un mascalzone questo bambino, o Signore... E allora,
che diventi un santo!". |