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La famiglia Rivi

A San Valentino, nella famiglia di Roberto Rivi e di Albertina Canovi, agricoltori umili e ricchi di fede, nel grande casolare del "Poggiolo", alto sulla collina, verso il Natale del 1930, si attendeva con ansia la nascita del secondo figlio. Il giorno dell'Epifania, cadde abbondante la neve a larghi fiocchi. Alle prime ore del mattino successivo, il 7 gennaio 1931, nasceva un bambino biondo e grazioso.

Quel giorno a Reggio - era ed è tuttora - la festa del tricolore, diventato in seguito la bandiera d'Italia. Il bambino appena nato, avrebbe sì fatto onore alla nostra patria, ma la bandiera sotto cui avrebbe militato sarebbe stata quella di Gesù Re e Sacerdote.

L'indomani, 8 gennaio, veniva battezzato nella chiesa parrocchiale dal parroco don Luigi Lemmi, e gli veniva dato il nome di Rolando. Al termine del rito, portato il bimbo all'altare della Madonna, fu affidato a Lei, dandogli anche il nome di Maria. Come padrino, ebbe lo zio Carlo Rivi, e madrina Ida Bertolini. Quel mattino fu festa lieta per tutta la famiglia: il piccolo Rolando Maria Rivi era diventato figlio di Dio e fratello di Gesù nella Chiesa Cattolica.

"Il Poggiolo", l'ampio casolare di campagna, dove il bambino era sbocciato alla vita, si trovava nel "beneficio" parrocchiale, "il fondo", proprietà della pieve di S. Valentino, abitato da poco più di un decennio dalla numerosa famiglia di Alfonso Rivi e della moglie Anna Ferrari, con i loro nove figli, il cui primogenito Roberto, era appunto il giovane papà di Rolando.
I Rivi erano originari di Levizzano, comune di Baiso, e già all'inizio del '900 si erano trasferiti a lavorare la terra a S. Valentino. Erano noti nella zona per la loro onestà e laboriosità, per la capacità di affrontare e superare le difficoltà e le fatiche dell'esistenza, soprattutto per la loro fede cattolica forte e luminosa, che testimoniavano nella preghiera e nelle opere.

I Ferrari, poi, la famiglia della nonna Anna, erano di fede così intensa, da essere soprannominati "quelli del Pater" o "i Pater", in riferimento al "Pater noster", la preghiera insegnata da Gesù ai suoi amici, che essi recitavano spesso con la corona del Rosario tra le mani.
Sarà appunto Anna Ferrari in Rivi (1874-1961) a dare ancor di più al "clan" dei Rivi l'intensa impronta di fede e di preghiera che li distingueva al loro paese.

Roberto Rivi era nato anche lui a S. Valentino, località Rontano, il 30 ottobre 1903, in uno dei primi "soggiorni" per lavoro nel paese che sarà poi per sempre il suo. Crebbe alla scuola di mamma Anna, a pregare ogni giorno la Madonna con il Rosario, a incontrare tutte le domeniche Gesù eucaristico nella Messa e Comunione. Il suo Parroco, don Luigi Lemmi (a S. Valentino dal 1903 al 1934) era divenuto il suo confessore e la sua guida spirituale.
Dopo le scuole elementari, Roberto era rimasto a casa a lavorare la campagna e a testimoniare la sua fede cattolica tra la sua gente. A vent'anni aveva prestato il servizio militare, passando anche alcuni mesi a Zara, assai lontano da casa, vivendo in ambienti difficili, sempre in fedeltà a Gesù, a costo di qualsiasi sacrificio.

Era rientrato in famiglia a S. Valentino a metà degli anni '20, nel periodo in cui la Chiesa era guidata da Papa Pio XI, che organizzava la gioventù nell'Azione Cattolica. Roberto aveva fatto parte, nella sua parrocchia, di quei giovani appassionati e generosi.

La sua mamma Anna si confessava frequentemente e con regolarità, e si recava a Messa tutti i giorni, accostandosi alla Comunione, proprio secondo l'invito del Santo Pontefice Pio X, e viveva la vita cristiana ricchissima di fede, di preghiera, di lavoro e di carità. Anche Roberto, alzandosi ogni giorno più presto degli altri, prima di andare a lavorare in campagna, seguiva la mamma alla Messa e alla Comunione. Lo farà per tutta la vita.
Ventiquattrenne, aveva incontrato Albertina Canovi e l'aveva sposata in semplicità e letizia, deciso a farsi una famiglia che avesse come centro Gesù, Luce, Amore e Guida.

Ora, gli era nato Rolando che si dimostrerà subito un figlio un po' speciale, fiore singolare di una storia di fede vissuta.

Foto di famiglia: mamma Albertina e papà Roberto; da sinistra: Rolando (prima di entrare in seminario), la sorella Rosanna e il fratello Guido

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