◦ UN GIOVANE SEMINARISTA UCCISO DAI PARTIGIANI IN ODIO ALLA FEDE ◦

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La guerra imminente

In parrocchia si pregava per la pace. Il primo settembre 1939, Hitler aveva fatto invadere la Polonia con i suoi carri armati. Era l'inizio della tragedia e c'era ormai, anche in Italia, clima di guerra. La nonna guardava con ansia i suoi figli più giovani, che presto potevano essere chiamati alle armi.
Una gioia profonda la nonna l'aveva goduta quando Pia, la figlia più giovane, così attiva in parrocchia, aveva lasciato tutto a 17 anni per consacrarsi a Dio tra le suore di Santa Dorotea a Montecchio Emilia. Rolando era andato alla sua cerimonia di vestizione religiosa e poi alla prima professione, e aveva notato, nella zia diventata suor Marta, la grande gioia di donarsi al Signore.

A scuola, ormai in terza elementare, il ragazzo voleva sapere di tutto: storia, geografia, scienze. Sempre tante domande da porre; sempre lì a chiedere alla maestra libri da leggere.

Il 20 ottobre 1939, il Santo Padre Pio XII pubblicava la prima enciclica Summi Pontificatus, in cui scriveva: "Quando Gesù venne crocifisso, si fece buio su tutta la terra (Mt 27,45), spaventoso simbolo di ciò che avvenne e continua ad avvenire spiritualmente dovunque l'incredulità cieca e orgogliosa di sé ha di fatto escluso Cristo dalla vita moderna, specialmente dalla vita pubblica, e con la fede in Cristo ha scossa anche la fede in Dio".
L'immane tragedia che si stava aprendo in quei giorni era il frutto abissale delle ideologie più perverse quali il nazismo e il comunismo, affermatesi proprio con l'esclusione di Gesù Cristo dalla storia, iniziata in Europa con l'illuminismo e la rivoluzione francese del 1789.

S.S. Papa Pio XII, di faustissima memoria

Rolando sarebbe vissuto in questo tempo oscuro, ma camminando - lui personalmente come tutti i veri credenti - nella luce radiosa di Gesù. Le tenebre dell'ateismo e dell'odio si sarebbero abbattute su di lui, ma Rolando era chiamato a essere piccolo portatore di luce e di amore.

Dopo che l'Italia era entrata in guerra, il 10 giugno 1940, vide i suoi zii partire per il fronte, scorse con commozione le lacrime della nonna nell'ultimo abbraccio dato a loro: quelle lacrime che spesso poi si sarebbero rinnovate sul suo volto. Le si avvicinava, allora, e le diceva: "Non piangere, nonna, io ti voglio bene. Ci sono io qui, vicino a te. La Madonna ci aiuterà".

Proprio in quell'anno, Rolando si preparò alla Cresima. Sempre attento alle lezioni del catechismo, aveva sentito dal parroco il racconto della Pentecoste: gli apostoli che, ricevuto il dono dello Spirito Santo, erano partiti per i paesi del Mediterraneo e avevano conquistato il mondo a Cristo. Che meravigliosa missione! Studiava nel catechismo di Pio X: "La Cresima è il sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo". Rolando diceva: "Anch'io adesso devo essere soldato e difensore di Gesù, amarlo, fargli onore con la vita, essere in prima linea come gli apostoli".

Un giorno il parroco gli commentò altre risposte del catechismo: "II cristiano... deve portare alta la fronte senza arrossire della Croce e senza avere paura dei nemici della fede... Deve essere disposto a soffrire per Gesù ogni affronto e ogni pena". E parlò degli antichi martiri di Roma pagana, dei martiri contemporanei della Russia, del Messico, della Spagna, concludendo: "Dobbiamo essere sempre fedeli a Gesù, a qualunque costo, anche quando gli altri ci deridono e ci fanno soffrire, anche sacrificando la vita per Lui, che ha dato la sua vita per noi. Gesù ci premierà con il Paradiso. Lassù in Paradiso dobbiamo giungere, a ogni costo".

Il Parroco Don Olinto, amatissimo da Rolando Rivi

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