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MUSICHE SACRE - CANTI GREGORIANI

A CURA DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE ROLANDO RIVI

Canto Gregoriano (storia)

Articolo di  Giovanni Vianini
Schola Gregoriana Mediolanensis
www.cantogregoriano.it

I CANTI DEL KYRIALE ROMANUM
I canti del Kyriale Romanum, detti anche dell’Ordinario, sono i brani della Messa che hanno sempre il medesimo testo: il Kyrie, il Gloria in excelsis Deo, il Sanctus, l’Agnus Dei e il Credo.
Mentre i testi degli altri canti erano in uso nella Messa Romana prima dell’epoca carolingia  Kyrie e
Gloria sono molto antichi,  il Credo è stato introdotto soltanto nel 1014, per soddisfare un desiderio dell’imperatore Enrico Il.
La musica della maggior parte dei canti del Kyriale Romanum è relativamente recente; tranne poche eccezioni, è stata composta dopo il sec. X e presenta una linea melodica differente da quella degli altri canti del repertorio gregoriano. Queste melodie sono caratterizzate dalla presenza sia di parti rigidamente sillabiche che di sezioni assai fiorite con notevoli vocalizzi (melismi), dal procedere sia per gradi congiunti che per successioni di intervalli sconosciuti al resto della tradizione.
Soprattutto tra il IX e il XIII secolo i canti del Kyriale Romanum, ma non soltanto questi, sono stati arricchiti con l’introduzione di
tropi: nuove frasi musicali e nuovi testi, dei quali ogni singola sillaba è stata assegnata a una nota dei melismi già presenti nei brani. Sono questi nuovi testi che danno il nome ai vari Kyrie (Cunctipotens genitor Deus, Cum iubilo, De Angelis, Orbis factor, ecc.). I tropi permettono di seguire l’evoluzione dei sentimenti religiosi e della coscienza liturgica delle chiese locali, che li hanno prodotti. Attestano, ad esempio, per l’epoca carolingia un particolare significato del Kyrie, considerato una preghiera trinitaria - non più cristologica - con forti accentuazioni laudative, che prevalgono sulle invocazioni di perdono.
Mentre nelle fonti più antiche i canti si succedono distinti per categorie (prima i Kyrie, poi i Gloria, ...) a partire dal sec. Xll-Xlll è diffuso l’uso di assemblare in formulari completi tutti i canti del Kyriale - tranne il Credo che segue una tradizione autonoma - attribuendoli a determinate celebrazioni (Pasqua e tempo pasquale, giorni feriali, ...).
La Cunctipotens genitor Deus, Messa IV (ordine di successione nell’edizione vaticana), presenta brani testimoniati tutti sin dal sec. X-Xl: un fattore cronologico che, in qualche modo, riesce a dare un aspetto unitario a tutto il formulario. Diverso è il caso della Messa VIII (De Angelis) il cui Kyrie, diffuso soprattutto in Francia dal sec. XIII, ha già un aspetto tonale e richiama moduli melodici conosciuti nella cultura dei Minnesanger. La melodia del Sanctus è tolta da un Responsorio medioevale O Christi pietas, in onore di S. Nicola, e si ritrova ancora in un’antifona del Corpus Domini O quam suavis; l’Agnus Dei è testimoniato invece a partire dal sec. XIV e il Gloria, tramandato quasi unicamente da codici italiani, è trascritto soltanto dal sec. XV in poi.
Un’origine e una trasmissione differenziata hanno avuto anche i brani della Messa IX (Cum iubilo) cantata nelle varie feste mariane. Mentre il Gloria (sec. XII) è diffuso in molti codici di tutti i Paesi europei, il Sanctus è tramandato da un numero relativamente ristretto di fonti; quest’ultima melodia presenta forti affinità con un canto ebraico, Adonai Elohenu, che ha dato Io spunto per altri brani del Kyriale.
Ai sec. XI-XIII risalgono anche le prime testimonianze della Messa XI (Orbis factor), di cui il Gloria è il canto più diffuso. Di epoca più tarda sembra essere il
Credo IV, testimoniato a partire dal 1300 circa in fonti dell’Italia settentrionale, ma diffuso in seguito in tutta l’Europa.

Alcuni  consigli  per  cantare  bene 

il  Canto  Gregoriano  e  la  Musica  Sacra

In base alle esperienze fatte in 50 anni di servizio con il canto liturgico e alle soluzioni adottate per cercare di ottenere un buon risultato nel modo di cantare la Musica Sacra come preghiera e lode a Dio, non come forma di esibizione e/o di solo tecnica vocale, scrivo, per i cantori che mi danno la fiducia e collaborazione nel tenere vivo il canto gregoriano in liturgia, alcuni consigli per cantare bene il gregoriano:

 

Il canto gregoriano è preghiera cantata, quindi il suono deve essere sempre leggero, legato e umile.

Anche quando si esprime la lode gioiosa, il suono sarà più partecipato ma non dovrà essere grossolano o gridato.

Prima di cantare, sarà utile capire cosa si canta.

Quando si canta è logico ricordarsi che stiamo rivolgendoci a Dio, non siamo solo cantanti o musicisti; anche chi non ha il dono della Fede, deve ricordarsi che sta praticando il canto sacro per eccellenza e quindi sia attento nel comportamento e nell'espressione, rimanendo nell'ambito della lode e della preghiera.

Il canto gregoriano come la musica sacra in genere non cerca gli applausi, se questo consenso deve proprio avvenire, che sia espresso solo alla fine di una rappresentazione concertistica, non comunque e ovviamente, in liturgia.

In chiesa, negli spostamenti , i cantori si muoveranno pacatamente senza guardarsi in giro per salutare o per farsi notare, ma con l'umiltà di chi sta compiendo un importante azione liturgica e culturale, con professionalità e buon gusto.

E' necessario pronunciare bene il testo, il testo della preghiera cantata può essere molto interiore ma dovrebbe essere anche capito da chi ascolta, si trovi il giusto equilibrio tra interiorità e comunicazione.

Non si canti mai di gola, quando le note salgono è necessario girare il suono di testa, sarà così possibile una migliore intonazione. Per salire bene, nelle nostre alte le vocali devono essere rimpicciolite, partecipate e pensate.

Attenzione alle note acute di passaggio, solitamente sono calanti perché gli si da poca importanza.

Nella Salmodia, curare l'intonazione della corda di recita o tenore, non cantare mollemente ma partecipare sempre non solo con la voce ma anche e soprattutto con la mente, se pensiamo cosa stiamo cantando, la qualità automaticamente sarà molto buona.

Le A  non devono essere troppo aperte ma devono tendere leggermente alla O.

Le I devono essere cantate pensando alla forma grafica della I in verticale, altrimenti tendono alla O e calano.

Si canti osservando il ritmo della parola, le note, i neumi del canto servono ad evidenziare il testo nel suo significato, quindi il canto avrà un " ritmo verbale" non sillabato. ( il ritmo del testo parlato, è il ritmo del testo cantato ).

Le frasi vanno sempre partecipate, slanciate all'inizio e riposate al respiro, all'interno della frase tutto scorrerà legando da neuma a neuma, per ottenere una buona legatura servirà conoscere bene la melodia, poi mentre si canta una nota, gia si pensi alla prossima.

Negli intervalli di terza, quarta, quinta…non collegare i suoni glissando come nell'opera lirica, ma con l'aiuto di un ipotetica H davanti alla vocale e un leggero rigonfiamento del suono ( breve e delicata messa di voce ) si passi da un suono all'altro senza portamento o collegamento di note intermedie.

Le note finali non devono ripiegarsi nella conclusione del loro suono ma devono essere sostenute nell'intonazione, la bocca deve rimanere aperta fino al termine della produzione del suono; le note finali di semifrase o frase non siano brevi ma leggermente allungate e abbiano, come gia detto, un leggero rallentato.

Le N finali devono risuonare leggermente nel naso con la lingua appoggiata al palato.

Il gregoriano è canto del silenzio, nasce dal silenzio. Anche dalle nostre città rumorose, quando cantiamo il gregoriano sarà bene ricordarci del silenzio monastico, dove nel silenzio Dio si rende manifesto.

Prima di cantare sarà bene fare qualche vocalizzo e poi servirà unicamente silenzio e concentrazione, la Musica Sacra è un sacro ministero, ricordiamoci l'importanza che ha il canto gregoriano nell' azione liturgica.

La chiesa, come edificio, è un luogo di culto, non un salotto o un teatro; troppe volte, in chiesa, al termine di una liturgia, si vede la gente parlare e scherzare. Terminato il canto è doveroso e gradito il silenzio nel quale riecheggia la spiritualità del canto gregoriano.

Nell'attuare queste idee, ricordo a me stesso e ai cantori:

L'umiltà, la coerenza  e  il silenzio.

Articolo di  Giovanni Vianini - Schola Gregoriana Mediolanensis - www.cantogregoriano.it
 

Missa de Angelis - KYRIE

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Kyrie
Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.

Missa de Angelis - GLORIA

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Gloria
Gloria in excelsis Deo.
Et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Laudamus te. Benedicimus te. Adoramus te. Glorificamus te. Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam. Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens. Domine Fili unigenite, lesu Christe.
Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis. Quoniam tu solus Sanctus. Tu solus Dominus. Tu solus Altissimus, lesu Christe. Cum Sancto Spiritu in gloria Dei Patris. Amen.

Missa de Angelis - CREDO

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Credo
Credo in unum Deum,
Patrem omnipotentem, factorem caeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium. Et in unum Dominum Iesum Christum, Filium Dei unigenitum. Et ex Patre natum ante omnia saeculà. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero. Genitum, non factum, consubstantialem Patri: per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de caelis.
Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine: et homo factus est.
Crucifixus etiam pro nobis: sub Pontio Pilato passus et sepultus est. Et resurrexit tertia die, secundum Scripturas. Et ascendit in caelum: sedet ad dexteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria iudicare vivos et mortuos:
cuius regni non erit finis. Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem: qui ex Patre Filioque procedit. Qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur: qui locutus est per prophetas. Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum. Et exspecto resurrectionem mortuorum. Et vitam venturi saeculi. Amen.

Missa de Angelis - SANCTUS

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Sanctus
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus, Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis.
Benedictus, qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis.

Missa de Angelis - AGNUS DEI

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Agnus Dei
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi:
miserere nobis.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi:
miserere nobis.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi:
dona nobis pacem.

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