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MUSICHE SACRE
- CANTI GREGORIANI
A CURA
DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE ROLANDO RIVI
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I CANTI DEL KYRIALE ROMANUM
I
canti del Kyriale Romanum, detti anche
dell’Ordinario,
sono i
brani della Messa che hanno sempre il medesimo testo: il
Kyrie,
il
Gloria in
excelsis Deo,
il
Sanctus, l’Agnus Dei
e il
Credo.
Mentre i testi degli altri canti erano in uso nella Messa Romana prima
dell’epoca carolingia Kyrie e
Gloria
sono molto
antichi, il
Credo
è stato introdotto
soltanto nel 1014, per soddisfare un desiderio dell’imperatore Enrico
Il.
La musica della maggior parte dei canti del Kyriale Romanum è
relativamente recente; tranne poche eccezioni, è stata composta dopo il
sec. X e presenta una linea melodica differente da quella degli altri
canti del repertorio gregoriano. Queste melodie sono caratterizzate
dalla presenza sia di parti rigidamente sillabiche che di sezioni assai
fiorite con notevoli vocalizzi (melismi), dal procedere sia per gradi
congiunti che per successioni di intervalli sconosciuti al resto della
tradizione.
Soprattutto tra il IX e il XIII secolo i canti del Kyriale Romanum, ma
non soltanto questi, sono stati arricchiti con l’introduzione di
tropi:
nuove frasi musicali e nuovi testi, dei quali ogni singola sillaba è
stata assegnata a una nota dei melismi già presenti nei brani. Sono
questi nuovi testi che danno il nome ai vari
Kyrie (Cunctipotens
genitor Deus, Cum iubilo, De Angelis, Orbis factor,
ecc.). I tropi
permettono di seguire l’evoluzione dei sentimenti religiosi e della
coscienza liturgica delle chiese locali, che li hanno prodotti.
Attestano, ad esempio, per l’epoca carolingia un particolare significato
del Kyrie, considerato una preghiera trinitaria - non più cristologica -
con forti accentuazioni laudative, che prevalgono sulle invocazioni di
perdono.
Mentre nelle fonti più antiche i canti si succedono distinti per
categorie (prima i Kyrie, poi i Gloria, ...) a partire dal
sec. Xll-Xlll è diffuso l’uso di assemblare in formulari completi tutti
i canti del Kyriale - tranne il Credo che segue una tradizione autonoma
- attribuendoli a determinate celebrazioni (Pasqua e tempo pasquale,
giorni feriali, ...).
La Cunctipotens genitor Deus, Messa IV (ordine di successione
nell’edizione vaticana), presenta brani testimoniati tutti sin dal sec.
X-Xl: un fattore cronologico che, in qualche modo, riesce a dare un
aspetto unitario a tutto il formulario. Diverso è il caso della Messa
VIII (De Angelis) il cui Kyrie, diffuso soprattutto in
Francia dal sec. XIII, ha già un aspetto tonale e richiama moduli
melodici conosciuti nella cultura dei Minnesanger. La melodia del
Sanctus è tolta da un Responsorio medioevale O Christi pietas,
in onore di S. Nicola, e si ritrova ancora in un’antifona del Corpus
Domini O quam suavis; l’Agnus Dei è testimoniato invece a partire
dal sec. XIV e il Gloria, tramandato quasi unicamente da codici
italiani, è trascritto soltanto dal sec. XV in poi.
Un’origine e una trasmissione differenziata hanno avuto anche i brani
della Messa IX (Cum iubilo) cantata nelle varie feste mariane.
Mentre il Gloria (sec. XII) è diffuso in molti codici di tutti i
Paesi europei, il Sanctus è tramandato da un numero relativamente
ristretto di fonti; quest’ultima melodia presenta forti affinità con un
canto ebraico, Adonai Elohenu, che ha dato Io spunto per altri
brani del Kyriale.
Ai sec. XI-XIII risalgono anche le prime testimonianze della Messa XI
(Orbis factor), di cui il Gloria è il canto più
diffuso. Di epoca più tarda sembra essere il
Credo IV,
testimoniato a partire dal 1300 circa in fonti dell’Italia
settentrionale, ma diffuso in seguito in tutta l’Europa. |
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Alcuni consigli
per cantare bene
il Canto
Gregoriano e la Musica Sacra |
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In base alle esperienze fatte in 50 anni di
servizio con il canto liturgico e alle soluzioni adottate per cercare di
ottenere un buon risultato nel modo di cantare la Musica Sacra come
preghiera e lode a Dio, non come forma di esibizione e/o di solo tecnica
vocale, scrivo, per i cantori che mi danno la fiducia e collaborazione
nel tenere vivo il canto gregoriano in liturgia, alcuni consigli per
cantare bene il gregoriano:
Il canto gregoriano è preghiera cantata,
quindi il suono deve essere sempre leggero, legato e umile.
Anche quando si esprime la lode gioiosa,
il suono sarà più partecipato ma non dovrà essere grossolano o gridato.
Prima di cantare, sarà utile capire cosa
si canta.
Quando si canta è logico ricordarsi che
stiamo rivolgendoci a Dio, non siamo solo cantanti o musicisti; anche
chi non ha il dono della Fede, deve ricordarsi che sta praticando il
canto sacro per eccellenza e quindi sia attento nel comportamento e
nell'espressione, rimanendo nell'ambito della lode e della preghiera.
Il canto gregoriano come la musica sacra
in genere non cerca gli applausi, se questo consenso deve proprio
avvenire, che sia espresso solo alla fine di una rappresentazione
concertistica, non comunque e ovviamente, in liturgia.
In chiesa, negli spostamenti , i cantori
si muoveranno pacatamente senza guardarsi in giro per salutare o per
farsi notare, ma con l'umiltà di chi sta compiendo un importante azione
liturgica e culturale, con professionalità e buon gusto.
E' necessario pronunciare bene il testo,
il testo della preghiera cantata può essere molto interiore ma dovrebbe
essere anche capito da chi ascolta, si trovi il giusto equilibrio tra
interiorità e comunicazione.
Non si canti mai di gola, quando le note
salgono è necessario girare il suono di testa, sarà così possibile una
migliore intonazione. Per salire bene, nelle nostre alte le vocali
devono essere rimpicciolite, partecipate e pensate.
Attenzione alle note acute di passaggio,
solitamente sono calanti perché gli si da poca importanza.
Nella Salmodia, curare l'intonazione della
corda di recita o tenore, non cantare mollemente ma partecipare sempre
non solo con la voce ma anche e soprattutto con la mente, se pensiamo
cosa stiamo cantando, la qualità automaticamente sarà molto buona.
Le A non devono essere
troppo aperte ma devono tendere leggermente alla O.
Le I devono essere cantate
pensando alla forma grafica della I in verticale,
altrimenti tendono alla O e calano.
Si canti osservando il ritmo della parola,
le note, i neumi del canto servono ad evidenziare il testo nel suo
significato, quindi il canto avrà un " ritmo verbale" non sillabato. (
il ritmo del testo parlato, è il ritmo del testo cantato ).
Le frasi vanno sempre partecipate,
slanciate all'inizio e riposate al respiro, all'interno della frase
tutto scorrerà legando da neuma a neuma, per ottenere una buona legatura
servirà conoscere bene la melodia, poi mentre si canta una nota, gia si
pensi alla prossima.
Negli intervalli di terza, quarta,
quinta…non collegare i suoni glissando come nell'opera lirica, ma con
l'aiuto di un ipotetica H davanti alla vocale e un leggero
rigonfiamento del suono ( breve e delicata messa di voce ) si passi da
un suono all'altro senza portamento o collegamento di note intermedie.
Le note finali non devono ripiegarsi nella
conclusione del loro suono ma devono essere sostenute nell'intonazione,
la bocca deve rimanere aperta fino al termine della produzione del
suono; le note finali di semifrase o frase non siano brevi ma
leggermente allungate e abbiano, come gia detto, un leggero rallentato.
Le N finali devono risuonare
leggermente nel naso con la lingua appoggiata al palato.
Il gregoriano è canto del silenzio,
nasce dal silenzio. Anche dalle nostre città rumorose, quando cantiamo
il gregoriano sarà bene ricordarci del silenzio monastico, dove nel
silenzio Dio si rende manifesto.
Prima di cantare sarà bene fare qualche
vocalizzo e poi servirà unicamente silenzio e concentrazione, la Musica
Sacra è un sacro ministero, ricordiamoci l'importanza che ha il canto
gregoriano nell' azione liturgica.
La chiesa, come edificio, è un luogo di
culto, non un salotto o un teatro; troppe volte, in chiesa, al termine
di una liturgia, si vede la gente parlare e scherzare. Terminato il
canto è doveroso e gradito il silenzio nel quale riecheggia la
spiritualità del canto gregoriano.
Nell'attuare queste idee, ricordo a me
stesso e ai cantori:
L'umiltà, la coerenza e il silenzio.
Articolo di Giovanni Vianini
- Schola Gregoriana Mediolanensis -
www.cantogregoriano.it
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Kyrie
Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison. |
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Missa
de Angelis - GLORIA |
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Gloria
Gloria in excelsis Deo.
Et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Laudamus te. Benedicimus te.
Adoramus te. Glorificamus te. Gratias agimus tibi propter magnam gloriam
tuam. Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens. Domine Fili
unigenite, lesu Christe.
Domine Deus, Agnus
Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Qui tollis
peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad dexteram
Patris, miserere nobis.
Quoniam
tu solus Sanctus. Tu solus Dominus. Tu solus Altissimus, lesu Christe.
Cum
Sancto Spiritu in gloria Dei Patris. Amen. |
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Credo
Credo in
unum Deum,
Patrem omnipotentem, factorem caeli et terrae, visibilium omnium et
invisibilium. Et in unum Dominum Iesum Christum, Filium Dei unigenitum.
Et ex Patre natum ante omnia saeculà. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum
verum de Deo vero. Genitum, non factum, consubstantialem Patri: per quem
omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem
descendit de caelis.
Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine: et homo factus
est.
Crucifixus etiam pro nobis: sub Pontio Pilato passus et sepultus est. Et
resurrexit tertia die, secundum Scripturas. Et ascendit in caelum: sedet
ad dexteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria iudicare vivos et
mortuos:
cuius regni non erit finis. Et in Spiritum Sanctum, Dominum et
vivificantem: qui ex Patre Filioque procedit. Qui cum Patre et Filio
simul adoratur et conglorificatur: qui locutus est per prophetas. Et
unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum
baptisma in remissionem peccatorum. Et exspecto resurrectionem mortuorum.
Et vitam venturi saeculi. Amen. |
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Missa
de Angelis - SANCTUS |
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Sanctus
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus, Deus Sabaoth. Pleni sunt caeli et
terra gloria tua.
Hosanna in excelsis.
Benedictus, qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis. |
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Missa
de Angelis - AGNUS DEI |
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Agnus Dei
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi:
miserere nobis.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi:
miserere nobis.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi:
dona nobis pacem. |
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