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PREGHIERE
DELLA SANTA CHIESA CATTOLICA
A CURA
DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE ROLANDO RIVI
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Segno
della croce |
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In
nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen. |
Nel
nome del Padre e del Figliolo e dello Spinto Santo. Cosi sia. |
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Pater
noster |
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Pater
noster qui es in caelis, sanctificetur nomen tuum, adveniat regnum tuum,
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem nostrum quotidianum
da nobis hodie, et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus
debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a
malo. Amen. |
Padre
nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra. Dacci oggi il
nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li
rimettiamo ai nostri debitori e non c'indurre in tentazione, ma liberaci
dal male. Cosi sia. |
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Ave
Maria |
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Ave
Maria, gratia plena; Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et
benedictus fructus ventris tui, Jesus. Sancta Maria, Mater Dei, ore pro
nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen. |
Ave
o Maria, piena di grazia; il Signore e con te; tu sei benedetta fra le
donne, e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù. Santa Maria, Madre
di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.
Cosi sia. |
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Gloria
Patri |
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Gloria
Patri et Filio et Spiritui Sancto, sicut erat in principio, et nunc, et
semper, et in saecula saeculorum. Amen. |
Gloria
al Padre e al Figliolo e allo Spirito Santo, come era nel principio, e
ora, e sempre, nei secoli dei secoli. Cosi sia. |
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Angele
Dei |
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Angele
Dei, qui custos es mei, me tibi commissum pietate superna illumina,
custodi, rege et guberna. Amen. |
Angelo
di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me,
che ti fui affidato dalla pietà celeste. Cosi sia. |
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Credo
«E’ il simbolo degli Apostoli e il distintivo del cristiano.
Recitato con venerazione e devozione, formulando un atto di fede ad ogni
articolo». |
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Credo
in Deum Patrem omnipotentem, Creatorem caeli et terrae; et in Jesum
Christum, Filium ejus unicum, Dominum nostrum, qui conceptus est de
Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato,
crucifixus, mortuus et sepultus; descendit ad inferos; tertia die
resurrexit a mortuis; ascendit ad caelos, sedet ad dexteram Dei
Patris.omnipotentis; inde venturus est judicare vivos et mortuos. Credo in
Spiritum Sanctum, sanctam Ecclesiam catholicam, sanctorum communionem,
remissionem peccatorum, carnis resurrectionem, vitam aeternam. Amen. |
Io
credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra; e in Gesù
Cristo, suo unico Figliolo, nostro Signore, il quale fu concepito di
Spinto Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu
crocifisso, morì e fu sepolto; discese all'inferno; il terzo giorno
risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre
onnipotente, di la ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Credo nello
Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la
remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen. |
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Salve
Regina
«Si può
definire il canto dell'esule. Maria fu fatta Regina non per godere sola il
suo trionfo, ma per mettere a nostro servizio tutto il suo potere». |
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Salve,
Regina, mater misericordiae, vita, dulcedo et spes nostra, salve. Ad te
clamamus, exules filii Hevae. Ad te suspiramus gementes et flentes in hac
lacrimarum valle, Eja ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes
oculos ad nos converte. Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis
post hoc exsilium ostende. O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria. |
Salve,
o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e
piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo
esilio Gesù, il frutto benedetto del ventre tuo. O clemente, o pia, o
dolce Vergine Maria. |
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Requiem
Aeternam |
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Requiem
aeternam done eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in
pace. Amen |
L'eterno
riposo dona loro, o, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino
in pace. Amen |
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Atto
di fede |
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Mio
Dio, perché siete verità infallibile, credo fermamente tutto quello che
voi avete rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere. Ed
espressamente credo in voi, unico vero Dio in tre Persone uguali e
distinte, Padre, Figliolo e Spirito Santo. E credo in Gesù Cristo, Figlio
di Dio, incarnato e morto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i
meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa Fede voglio sempre
vivere. Signore, accrescete la mia fede. |
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Atto
di speranza |
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Mio
Dio, spero dalla bontà vostra, per le vostre promesse e per i meriti di
Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per
meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io
non resti confuso in eterno. |
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Atto
di carità |
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Mio
Dio, vi amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché siete Bene
infinito e nostra eterna felicità; e per amor vostro amo il prossimo mio
come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, fate ch'io vi ami
sempre più. |
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Atto
di dolore |
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Mio
Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché
peccando ho meritato i vostri castighi, e molto più perché ho offeso voi
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col
vostro santo aiuto di non offendervi mai più e di fuggire le occasioni
prossime del peccato. Signore, misericordia, perdonatemi. |
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Preghiere
della sera |
Vi
adoro, mio Dio, e vi amo con tutto il cuore. Vi ringrazio d'avermi creato,
fatto cristiano e conservato in questo giorno, Perdonatemi il male oggi
commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettatelo. Custoditemi nel
riposo e liberatemi dai pericoli. La grazia vostra sia sempre con me e con
tutti i miei cari. Così sia.
Pater, Ave, Gloria, Credo Atti di fede, speranza, carità; poi un breve
esame di coscienza e l'Atto di dolore. |
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Esame
di coscienza |
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«Da
farsi al termine della giornata e per la confessione frequente». |
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Verso
Dio: |
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Amore
di Dio sopra ogni cosa. Negligenze o omissioni nei doveri religiosi.
Irriverenze in Chiesa. Santificazione della festa. Mancanza di rispetto
verso persone o cose sacre. Dubbi sulla fede. Rispetto umano. Bestemmie.
Imprecazioni. Mancanza di fiducia e di rassegnazione. Resistenza alla
grazia. |
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Verso
il Prossimo: |
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Amore
al prossimo per amor di Dio. Mancanza di sollecitudine, di obbedienza.
Ostinazione. Durezza. Disprezzo. Freddezza. Odio. Gelosia. Ingiurie.
Perdono delle ingiurie. Scherni. Calunnie. Maldicenze. False
testimonianze. Violenze. Menzogne. Cattivi esempi. Incitamento al male,
Scandalo. Ingiustizie. Danni alla reputazione o ai beni. Debiti. Furto.
Doveri verso la Patria, verso la Società. |
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Verso
se stessi: |
Vittoria
sul nostro difetto principale. Superficialità. Generosità. Orgoglio.
Vanità. Avarizia. Desideri, sguardi, letture, parole e azioni impure.
Intemperanza. Gola. Mollezza. Immortificazione. Collera. Impazienza.
Pigrizia nell'adempimento dei doveri del proprio stato.
Atto di dolore... |
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Per
le anime del Purgatorio
«Composto
durante la schiavitù in Babilonia del popolo ebreo. E’ la preghiera del
peccatore che, dal profondo della sua miseria, si rivolge fiducioso a Dio.
Si applica alle anime del Purgatorio, in attesa di essere introdotte nella
Gerusalemme celeste». |
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De
profundis clamavi ad te, Domine: Dornine, exaudi vocem meam. Fiant aures
tuae intendentes in vocem deprecationis meae. Si iniquitates observaveris,
Domine, Domine, quis sustinebit? Quia apud te propitiatio est, et propter
legem tuam sustinui te, Domine. Sustinuit anima mea in verbo eius,
speravit anima mea in Domino. A custodia matutina usque ad noctem speret
Israel in Domino. Quia apud Dominum misericordia, et copiosa apud eum
redemptio. Et ipse redimet Israel ex omnibus iniquitatibus eius. Requiem
aeternam done eis, Domine. Et lux perpetua luceat eis. Requiescant in
pace. Amen. |
Dal
profondo alzai le mie grida a te, o Signore: esaudisci, o Signore, la mia
voce. Siano intente le lue orecchie alla voce della mia preghiera. Se tu
baderai, o Signore, alle iniquità, chi, o Signore, potrà sostenersi? Ma
in te è clemenza, e a causa della tua legge io ho confidato in te, o
Signore. L'anima mia si è affidata alla sua parola, l'anima mia ha
sperato nel Signore. Dalla vigilia del mattino fino alla notte speri
Israele nel Signore. Perché nel Signore è misericordia, e redenzione
copiosa presso di lui. Ed Egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.
L'eterno riposo dona loro, o Signore. E splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Cosi sia. |
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Gesù,
Giuseppe e Maria |
Gesù,
Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l'anima mia.
Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima mia agonia.
Gesù, Giuseppe e Maria spiri in pace con voi l'anima mia. |
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Preghiere
durante la giornata |
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Angelus
«Rievocazione
dell'annunciazione, mistero fondamentale del Cristianesimo, che la Chiesa
invita a fare tre volte al giorno: mattina, mezzogiorno e sera. La forma
attuale risale al 1600 S.Carlo Borromeo, S.Vincenzo de'Paoli, S.Alfonso e
tanti altri santi scendevano dalla carrozza e si inginocchiavano, ovunque
si trovassero, per recitare l'Angelus». |
V.
Angelus Domini nuntiavit
Mariae.
R. Et concepit de Spiritu Sancto.
Ave Maria...
V. Ecce ancilla Domini.
R. Fiat mihi secundum Verbum tuum.
Ave Maria...
V, Et Verbum caro factum est.
R. Et habitavit in nobis.
Ave Maria...
V. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus
Gratiam tuam, quaesumus Domine, mentibus nostris infunde: ut qui, Angelo
nuntiante, Christi Filii tui incarnationem cognovimus, per passionem eius
et crucem ad resurrectionis gloriam perducamur. Per eundem Christum
Dominum nostrum.
R. Amen. |
V.
L'Angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.
R. Ed ella concepì per opera dello Spinto Santo.
Ave, o Maria...
V, Ecco l'ancella del Signore.
R. Sia fatto di me secondo la tua parola.
Ave, o Maria...
V. E il Verbo si è fatto carne.
R. Ed ha abitato fra noi.
Ave, o Maria...
V. Prega per noi, santa Madre di Dio.
R. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo
Degnati, Signore, infondere la tua grazia nelle anime nostre, affinché,
come per l'annunzio dell'Angelo abbiamo conosciuto l'incarnazione di
Cristo, tuo Figlio, così per la sua passione e croce, giungiamo alla
gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen. |
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Regina
coeli
(durante il
tempo pasquale) |
V.
Regina caeli, laetare alleluia;
R. Quia quem meruisti portare,
alleluia.
V. Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
R. Ora pro nobis Deum, alleluia.
V. Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
R. Quia surrexit Dominus vere,
alleluia.
Oremus
Deus qui per resurtectionem Filii tui Domini nostri Jesu Christi, mundum
laetificare dignatus es: praesta, quaesumus; ut, per eius Genitricem
Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae. Per Christum Dominum
nostrum.
R. Amen. |
V.
Regina del cielo, rallegrati, alleluia;
R. Perché colui che ti fu dato di portare nel seno, alleluia.
V. E’ risorto, come disse, alleluia.
R. Prega Dio per noi, alleluia.
V. Godi e rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
R. Perché il Signore e veramente risorto alleluia.
Preghiamo
O Dio, che ti sei degnato di rallegrare il mondo con la risurrezione del
Figlio tuo nostro Signore Gesù Cristo, concedi, te ne preghiamo, che per
i menti della Madre Sua, la Vergine Maria, possiamo giungere alle gioie
della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen. |
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Veni,
Sancte Spiritus |
Veni,
Sancte Spiritus, reple tuorum corda fidelium et tui amoris in eis ignem
accende.
V. Emitte Spiritum tuum et creabuntur.
R. Et renovabis faciem terrae.
Oremus
Deus, qui corda fidelium sancti Spiritus illustratione docuisti; da nobis
in eodem Spiritu recta sapere; et de eius semper consolatione gaudere. Per
Christum Dominum nostrum.
R. Amen. |
Vieni
Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco
del tuo
amore.
V. Manda il tuo spirito per una nuova creazione.
R. E rinnoverai la faccia della terra.
Preghiamo
O Signore, che hai istruito i cuori dei fedeli con la luce dello Spirito
Santo, donaci di gustare nello stesso Spirito la verità e di godere
sempre della sua consolazione. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen. |
|
A
Maria |
Sub
patrocinio tuo, Mater dulcissima et invocato Immaculatae Conceptionis tuae
mysterio, studia mea laboresque litterarios prosequi volo, quibus me
protestor hunc maxime ob finem incumbere, ut melius divino honori tuoque
cultui propagando inserviam. Oro te igitur, Mater amatissima, Sedes
Sapientiae, ut laboribus meis benigne faveas. Ego vero, quod justum est,
pie libenterque promitto quidquid boni mihi inde successerit, id me tuae
apud Deum intercessioni, totum acceptum relaturum.
Amen. |
Sotto
il vostro patrocinio, ed invocato il mistero della vostra Imm. Concezione,
o Madre dolcissima, io intendo proseguire i miei studi e lavori letterari,
coi quali protesto di avere in mira questo principio al fine di lavorare
per propagare, per quanto meglio potrò, l'onore di Dio ed il vostro
culto. Vi prego adunque, Madre amorosissima sede della Sapienza, di
favorire benignamente i miei lavori. Io poi come di dovere, piamente e di
buon cuore prometto, che quanto di buono mi succederà, tutto lo reputerò
ricevuto dalla vostra intercessione presso Dio. Cosi sia. |
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«Vivere
nella presenza di Dio»
Disgraziatamente vi sono anime che, pur vivendo in grazia, conducono
una vita mediocre per difetto di raccoglimento. Dio è con esse, ma esse
non sanno stare con Lui. Serviti perciò di tutti i mezzi: immagini,
canti, giaculatorie, ecc. per coltivare l'unione con Dio. |
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|
Oremus
Benedic, Domine, nos et haec tua dona, quae, de tua largitate sumus
sumpturi. Per Christum Dominum nostrum. |
Preghiamo
Benedici, Signore, noi e questi tuoi doni, che stiamo per ricevere
dalla tua generosità. Per Cristo nostro Signore. |
|
A
pranzo |
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Mensae
caelestis participes faciat nos Rex aeternae gloriae. Amen. |
Il
Re dell’eterna gloria ci faccia partecipi della mensa celeste. Amen. |
|
A
cena |
|
Ad
caenam vitae aeternae perdOcat nos Rex aeternae gloriae. Amen. |
Il
Re dell'eterna gloria ci conduca alla cena della vita eterna. Amen |
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Ringraziamento |
|
Agimus
tibi gratias, omnipotens Deus, pro universis beneficiis tuis: qui vivis et
regnas in saecula saeculorum. Amen. |
Ti
rendiamo grazie, Dio onnipotente, per tutti i tuoi benefici, Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli. Amen. |
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Offerta
di se stesso
(Esercizi di S.
Ignazio di Loyola) |
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Prendete,
Signore, e ricevete tutta la mia libertà, la mia memoria, il mio
intelletto e tutta la mia volontà, ogni mio avere e ogni mio possesso,
voi me lo deste, a voi, Signore, lo rendo; tutto è vostro, disponete
secondo la vostra volontà, datemi il vostro amore e la vostra grazia, che
questa mi basta. Amen. |
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Nozioni
di catechismo |
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I
due misteri principali della Fede: |
1°
Unità e Trinità di Dio.
2° Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di nostro Signore Gesù
Cristo. |
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I
due comandamenti della carità: |
1°
Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e
con tutta la tua mente.
2° Amerai il prossimo tuo come te stesso. |
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I
dieci comandamenti di Dio o Decalogo: |
Io
sono il Signore Dio tuo
1° Non avrai altro Dio fuori che me.
2° Non nominare il nome di Dio invano.
3° Ricordati di santificare le feste.
4° Onora il padre e la madre.
5° Non ammazzare.
6° Non fornicare.
7° Non rubare.
8° Non dire falsa testimonianza.
9° Non desiderare la donna d'altri.
10° Non desiderare la roba d'altri. |
|
I
cinque precetti generali della Chiesa: |
1°
Udire la Messa la domenica e le altre feste comandate.
2° Santificare i giorni di penitenza secondo le disposizioni della
Chiesa.
3° Confessarsi almeno una volta all'anno, e comunicarsi almeno a Pasqua.
4 ° Soccorrere alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le
leggi o le usanze.
5 ° Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti. |
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I
sette sacramenti: |
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1°
Battesimo; |
 |
2° Cresima; |
 |
3° Eucarestia; |
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4° Confessione; |
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5° Estrema Unzione; |
 |
6° Ordine; |
 |
7° Matrimonio. |
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I
sette doni dello Spirito Santo: |
1°
Sapienza;
2° Intelletto;
3° Consiglio;
4° Fortezza;
5° Scienza;
6° Pietà;
7° Timor di Dio. |
|
Le
tre virtù teologali: |
1°
Fede;
2° Speranza;
3° Carità. |
|
Le
quattro virtù cardinali: |
1°
Prudenza;
2° Giustizia;
3° Fortezza;
4° Temperanza. |
|
Le
sette opere di misericordia corporale: |
1°
Dar da mangiare agli affamati;
2° dar da bere agli assetati;
3 ° vestire gl'ignudi;
4° alloggiare i pellegrini;
5° visitare gl'infermi;
6° visitare i carcerati;
7° seppellire i morti. |
|
Le
sette opere di misericordia spirituale: |
1°
Consigliare i dubbiosi;
2° insegnare agli ignoranti;
3° ammonire i peccatori;
4° consolare gli afflitti;
5° perdonare le offese;
6° sopportare pazientemente le persone moleste;
7° pregare Dio per i vivi e per i morti. |
|
I
sette vizi capitali: |
 |
1°
Superbia;
2° avarizia;
3° lussuria;
4° ira;
5° gola;
6° invidia;
7° accidia. |
|
|
I
sei peccati contro lo Spirito Santo: |
1°
Disperazione della salvezza;
2° presunzione di salvarsi senza merito;
3° impugnare la verità conosciuta;
4° invidia della grazia altrui;
5° ostinazione nei peccati;
6° impenitenza finale. |
|
I
quattro peccati che gridano vendetta davanti Dio: |
1°
Omicidio volontario;
2° peccato impuro contro natura;
3° oppressione dei poveri;
4° frode nella mercede agli operai. |
|
I
quattro Novissimi: |
1°
Morte;
2° giudizio;
3° inferno;
4° paradiso. |
|
La
carità è: |
1
- longanime e benigna
2 - non invidia
3 - non si vanta e non si insuperbisce
4 - non rifiuta nessun servizio ai fratelli
5 - non cerca il proprio interesse
6 - non si irrita
7 - non tiene conto del male ricevuto
8 - non gode dell'ingiustizia, ma si rallegra della verità
9 - tutto scusa e tutto crede
10 - spera sempre e tutto sopporta
S. Paolo - I Cor 13 |
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Preghiera
di un anziano |
Benedetti
quelli che mi guardano con simpatia.
Benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco.
Benedetti quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità.
Benedetti quelli che stringono con calore le mie mani tremanti.
Benedetti quelli che si intessano della mia lontana giovinezza.
Benedetti quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già
tante volte ripetuti.
Benedetti quelli che comprendono il mio bisogno di affetto.
Benedetti quelli che mi regalano frammenti del loro tempo.
Benedetti quelli che si ricordano della mia solitudine.
Benedetti quelli che mi sono vicini nella sofferenza.
Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita.
Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio.
Quando entrerò nella vita eterna mi ricorderò di loro presso il Signore
Gesù Cristo. |
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Amami
come sei!
Parole
incoraggianti di Gesù all'anima |
«Conosco
la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze
e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico
lo stesso:
«Dammi il tuo cuore, amami come sei»!
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai.
Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi
spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto
di non amarmi.
Amami come sei.
In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o
nell'aridità, nella fedeltà o nell'infedeltà,
amami come sei.
Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi
amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino
radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono Io l'Onnipotente? E
se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il
povero amore del tuo cuore, non sono Io padrone del mio amore?
Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo
trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo
stesso; Io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo
in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili;
voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido:
«Gesù ti amo».
Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua
scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m’importa, di vederti
lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi,
sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti
preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no. Sarai il
servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai..., perché ti ho
creato soltanto per l'amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un
mendicante, Io il Re dei Re! Busso e aspetto, affrettati ad aprirmi. Non
allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza,
moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti
dubitare di me e mancare di fiducia.. Voglio che tu pensi a me ogni ora
del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più
insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia. Non ti
preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai
soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare
al di la di quanto puoi sognare. Ma ricordati...
amami come sei!
Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal Suo cuore così
puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per
abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va...». |
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Litanie
dell’umiltà
Sua Eminenza
il cardinale Merry del Val (segretario di stato di S. Pio X) le recitava
ogni giorno dopo la celebrazione della santa Messa. |
Gesù!
Mite ed umile di cuore, esauditemi.
· Dal desiderio di essere stimato, liberatemi, Gesù.
· Dal desiderio di essere amato, liberatemi, Gesù.
· Dal desiderio di essere esaltato, liberatemi, Gesù.
· Dal desiderio di essere onorato, liberatemi, Gesù.
· Dal desiderio di essere lodato, liberatemi, Gesù.
· Dal desiderio di essere preferito agli altri, liberatemi, Gesù.
· Dal desiderio di essere consultato, liberatemi Gesù.
· Dal desiderio di essere approvato, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere umiliato, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere disprezzato, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di soffrire ripulse, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere calunniato, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere dimenticato, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere preso in ridicolo , liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere ingiuriato, liberatemi, Gesù.
· Dal timore di essere sospettato, liberatemi, Gesù.
· Che gli altri siano amati più di me, Gesù, datemi la grazia di
desiderarlo!
· Che gli altri siano stimati più di me, Gesù, datemi la grazia di
desiderarlo!
· Che gli altri possano crescere nell'opinione del mondo e che io possa
diminuire, Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
· Che gli altri possano essere prescelti ed io messo in disparte, Gesù,
datemi la grazia di desiderarlo!
· Che gli altri possano essere lodati ed io dimenticato, Gesù, datemi la
grazia di desiderarlo!
· Che gli altri possano essere preferiti a me in ogni cosa, Gesù, datemi
la grazia di desiderarlo!
· Che gli altri possano essere più santi di me, purché io divenga santo
in quanto posso, Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!
Hai udito una parola contro il tuo prossimo? Muoia in te: sta
tranquillo, non ti farà crepare. (Eccli 19, 10) |
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Regola
per distinguere la verità cattolica dall'errore
(di san Vincenzo di
Lerino) |
Nella
(...) Chiesa Cattolica bisogna avere la più grande cura nel ritenere ciò
che è stato creduto dappertutto, sempre e da tutti. Questo è veramente e
propriamente cattolico, secondo l'idea di universalità racchiusa
nell'etimologia stessa della parola. Ma questo avverrà se noi seguiremo
l’universalità, l’antichità, il consenso generale. Seguiremo
l’universalità se confesseremo come vera e unica fede quella che la
Chiesa intera professa per tutto il mondo; l’antichità, se non ci
scostiamo per nulla dai sentimenti che notoriamente proclamarono i nostri
santi predecessori e padri ; il consenso generale , infine se , in questa
stessa antichità, noi abbracciamo le definizioni e le dottrine di tutti,
o quasi, i Vescovi e i Maestri.
Come, dunque; dovrà comportarsi un cristiano cattolico se qualche piccola
frazione della Chiesa si stacca dalla comunione con la fede universale?
- Dovrà senz'altro anteporre a un membro marcio e pestifero la sanità
del corpo intero.
Se, però, si tratta di una novità eretica che non è limitata a un
piccolo gruppo, ma tenta di contagiare e contaminare la Chiesa intera?
- In tal caso, il cristiano dovrà darsi da fare per aderire
all’antichità, la quale non può evidentemente essere alterata da
nessuna nuova menzogna.
E se nella stessa antichità si scopre che un errore è stato condiviso da
più persone, o addirittura da una città, o da una provincia intera?
- In questo caso avrà la massima cura di preferire alla temerità e
all'ignoranza di quelli, i decreti, se ve ne sono, di un antico concilio
universale.
E se sorge una nuova opinione, per la quale nulla si trovi di già
definito?
- Allora egli ricercherà e confronterà le opinioni dei nostri maggiori,
di quelli soltanto però che, pur appartenendo a tempi e luoghi diversi,
rimasero sempre nella comunione e nella fede dell'unica Chiesa Cattolica e
ne divennero maestri approvati. Tutto ciò che troverà che non da uno o
due soltanto, ma da tutti insieme, in pieno accordo, è stato ritenuto,
scritto, insegnato apertamente, frequentemente e costantemente, sappia che
anch’egli lo può credere senza alcuna esitazione. |
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Giuramento
antimodernista |
Nel
1910 San Pio X obbligo tutto il clero dedito alla cura d 'anime o
all’insegnamento a pronunciare un giuramento in cui è contenuta la
condanna di tutti gli essenziali errori modernistici sulla Rivelazione e
la Tradizione. Proprio per questo compendio della erronea dottrina
modernista il predetto giuramento non ha un valore solo disciplinare, ma
anche dogmatico.
Io NN. fermamente abbraccio e accetto tutte e singole le cose, che sono
state definite, asserite e dichiarate dal magistero infallibile della
Chiesa, e in modo speciale quei punti di dottrina, che direttamente sono
contrari agli errori di questo tempo.
E in primo luogo:
professo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere
certamente conosciuto, e perciò se ne può dimostrare l’esistenza, con
il lume naturale della ragione «attraverso le cose create» (cf. Rom.
1,20), cioè attraverso le opere visibili della Creazione, come causa
attraverso gli effetti.
In secondo luogo:
ammetto e riconosco che vi sono argomenti esterni della Rivelazione, cioè
dei fatti divini, specialmente i miracoli e le profezie, che sono come
segni certissimi dell'origine divina della religione cristiana, e ritengo
che gli stessi sono del tutto adatti all'intelligenza degli uomini di
tutti i tempi, e anche di questo tempo.
In terzo luogo:
credo pure con ferma fede che la Chiesa, custode e maestra della parola
rivelata, è stata immediatamente e direttamente fondata dallo stesso
Cristo, vera e storica Persona, quando stava tra noi, e che la Chiesa
stessa è stata edificata sopra Pietro, principe della gerarchia
apostolica, e sui suoi successori nel tempo.
In quarto luogo:
accetto sinceramente la dottrina della Fede, trasmessa sempre nello stesso
senso e nella stessa sentenza, dagli Apostoli attraverso i Padri di retta
dottrina fino a noi; perciò respingo categoricamente l'eretico ritrovato
dell'evoluzione dei dogmi, che passano da un senso ad un altro, diverso da
quello che dapprima ebbe la Chiesa; cosi pure condanno l'errore, secondo
il quale al divino deposito, affidato alla Sposa di Cristo e che essa deve
custodire fedelmente, si sostituisce un ritrovato filosofico oppure la
creazione di una coscienza umana, formata gradualmente dalla ricerca degli
uomini e che si deve perfezionare continuamente con progresso indefinito.
In quinto luogo:
ritengo certissimamente e professo sinceramente, che la Fede non è un
cieco sentire della religione che erompe dalla profondità della
subcoscienza, sotto la pressione del cuore e dell'inflessione della volontà
moralmente informata, ma un vero assenso dell'intelletto alla verità
ricevuta dall'esterno, «ascoltata», per il quale, cioè, crediamo che le
cose, dette, attestate e rivelate da un Dio personale, nostro Creatore e
Signore, sono vere, per l’autorità di Dio sommamente verace. Mi
sottometto pure con la dovuta riverenza e aderisco con tutto l'animo a
tutte le condanne, dichiarazioni, prescrizioni, contenute nell'Enciclica
«Pascendi» e nel Decreto «Lamentabili», specialmente per quanto
riguarda la cosiddetta storia dei dogmi. Disapprovo l'errore di coloro che
affermano che la Fede, proposta dalla Chiesa, può ripugnare alla storia,
e che i dogmi cattolici, nel senso in cui ora sono compresi, non si
possono armonizzare con le origini più vere della religione cristiana.
Condanno pure e respingo la sentenza di quelli, che dicono che il
cristiano più istruito riveste come una doppia personalità, quella del
credente e quella dello storico, come se fosse lecito allo storico
ritenere cose che sono in contrasto con la Fede del credente, oppure porre
delle premesse, da cui ne consegua, che i dogmi sono o falsi o dubbi,
purché questi non siano negati direttamente. Disapprovo pure quel metodo
di studiare e di interpretare la S. Scrittura, il quale, trascurata la
Tradizione della Chiesa, l'analogia della Fede e le norme della Sede
Apostolica, aderisce ai ritrovati dei razionalisti e ritiene non meno
liberamente che arbitrariamente la critica del testo come unica e suprema
regola. Respingo inoltre la sentenza di coloro che sostengono che
l'insegnante di storia della teologia o chi scrive di queste materie deve
prima mettere da parte l'opinione preconcetta, sia dell'origine
soprannaturale della Tradizione cattolica, sia dell'aiuto promesso da Dio
per la perenne conservazione di ogni verità rivelata; poi deve
interpretare coi soli principi della scienza gli scritti dei singoli
Padri, esclusa ogni sacra autorità, e con quella libertà di giudizio,
con cui si è soliti studiare i documenti profani. Mi professo poi
completamente estraneo all’errore, secondo il quale i modernisti
sostengono che non vi è nulla di divino nella sacra Tradizione, oppure,
il che è peggio, lo ammettono in senso panteistico, cosi che null'altro
rimanga se non il solo e semplice fatto, equiparabile ai comuni fatti
storici, cioè di uomini, che colla loro abilità, capacità e ingegno
hanno continuato attraverso le successive età la scuola iniziata da
Cristo e dai suoi Apostoli. Perciò ritengo fermissimamente la Fede dei
Padri, e la riterrò fino all’estremo respiro, riguardante il certo
carisma della verità, che è, che fu, che sarà sempre «nella
successione dell'episcopato degli Apostoli» (Irenaeus Lugdun., Adv.
haereses, 1. IV, c. 40, n. 2); affinché non si ritenga ciò che possa
sembrare migliore e più opportuno secondo la cultura di ogni tempo, ma
affinché non si creda mai diversamente, ne mai diversamente si comprenda
l'assoluta e immutabile verità predicata fin dall'inizio per mezzo degli
Apostoli (Tertull., De praescript. haeretic., c. 28). Prometto di
mantenere tutte queste cose fedelmente, integralmente e sinceramente, e di
custodirle inviolabilmente, non deflettendo da esse sia
nell’insegnamento sia nelle parole e negli scritti. Lo prometto, lo
giuro, e Dio mi aiuti e questo santo divino Vangelo. |
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